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Chiesa Parrocchiale dei SS. Vincenzo e Anastasio (Sec. XI)

immagine ingrandita Chiesa Parrocchiale - Vista Frontale (apre in nuova finestra) Anche se l'aspetto attuale è stato impresso dagli interventi eseguiti in età barocca, motivazioni di ordine storico e architettonico farebbero datare l'originale Parrocchiale di Varallo Pombia verso la fine dell'ultimo quarto dell'XI secolo. La chiesa sembrerebbe eretta sui resti di un tempietto dedicato a Nettuno: così testimonierebbero la lapide che si conserva nel quadriportico della Canonica di Novara e quella murata nella facciata di mezzodì della chiesa. Il campanile senz'altro è molto più antico, tant'è che le sue strutture sono state incorporate nei lati est e nord in quelle della chiesa.
L'originaria chiesa romanica, con impianto ad unica navata, venne costruita con conci di pietra squadrati e levigati e con l'impiego di rari laterizi di spoglio.
Le facciate laterali sono movimentate da lesene che dividono le superne in moduli uguali nel cui centro si aprono le notevoli finestre strombate, in parte conservate. La chiesa era costituita da due vani: il primo, di modeste dimensioni, di forma trapezoidale, con l'accesso dall'esterno costituito da un portale ad arco, si elevava più alto del resto della chiesa, mentre la navata vera e propria, più bassa si prolungava oltre la metà dell'attuale transetto. Non si è potuto accertare se terminasse con absidi.
immagine ingrandita Chiesa Parrocchiale - Vista del campanile (apre in nuova finestra) Non aveva volte ma era semplicemente coperta da due tetti a capanna sormontanti l'uno sopra l'altro anche se nell'inventario del 1758 si ricorda che la chiesa, prima dell'ammodernamento, era coperta con tegole e con "cuppa bassa di volta che sembrava una cantina".
Le fronti laterali terminavano con un coronamento in pietra decorato con archetti pensili in cotto che coprivano un concio di pietra nella facciata a giorno, in cotto in quella di mezzanotte.
Il timpano (fronte di ponente) è pure decorato da archetti pensili, quasi tutti in cotto, che coprono un concio semicircolare in pietra ed è abbellito da una croce luminosa aperta nella muratura.
Anche la facciata di ponente presenta lesene che mettono in evidenza due sfondati di profondità diversa. Il restringimento del primo vano è dovuto semplicemente all'inserimento del campanile nel corpo della chiesa (fra l'altro non allineato secondo l'orientamento canonico della navata - lato absidale rivolto a levante) davanti al quale, nell'angolo sud-ovest, rimaneva un'area priva di costruzioni.
immagine ingrandita Chiesa Parrocchiale - Particolare tetto arcata portico d'ingresso (apre in nuova finestra) L'assetto planimetrico dell'edificio richiama le basiliche protoromantiche ad una sola navata, coperte unicamente dal tetto e riporta a certi monumenti eretti intorno al Mille a simmetria centrale (unica navata).
In età più recente, la chiesa è stata rialzata, trasformata con la realizzazione del transetto e del presbiterio, coperta da volte e ridotta allo stile barocco. L'area antistante il campanile venne chiusa a filo di facciate e, internamente, la parte anteriore della chiesa notevolmente ribassata mediante un sistema a volte sostenute da una colonna di granito.
Così trasformata venne riconsacrata dal vescovo Marco Aurelio Balbis Bertone il 30 luglio 1758 e tale è rimasta fino ai nostri giorni.
Fanno eccezione la sacrestia edificata nel 1761 e la parte anteriore, sopraelevata in tempi più recenti per uniformarsi col resto della chiesa e del coro eretto nel XIX secolo. L'altare maggiore, dedicato ai Santi Vincenzo e Anastasio, è realizzato con marmi a ricca policromia.
Ai lati sono visibili le due cantorie di legno intagliato, sul retro il coro ottocentesco. Significativo è anche l'altare dedicato a Sant'Anna situato nel transetto destro, nel quale si trova un pregevole , dipinto su tela, una delle prime opere del pittore milanese Carlo Francesco Nuvolone (1608-1661).
immagine ingrandita Chiesa Parrocchiale - Particolare archetto posto sopra la porta d'ingresso (apre in nuova finestra) Esso raffigura la Madonna col Bambino tra Sant'Anna, San Giuseppe e San Vincenzo.
Sulla controfacciata sono dipinti Cristo con il Sacro Cuore e Santa Margherita Maria Alacoque.
Sulla sinistra, entrando in chiesa, è visibile un pregevole affresco della scuola del Gagnola raffigurante San Defendente.
All'interno della chiesa esiste la riproduzione della grotta di Lourdes, costruita nel 1927. Attiguo alla parrocchiale, sul lato di settentrione, si trova l'Oratorio di San Giovanni Battista: è stato costruito nella prima metà del XVIII secolo per volontà della Confraternita del Santissimo Sacramento, nel luogo dove era il fonte battesimale.


Tratto da:
Guida Turistica e Atlante Stradale - Provincia di Novara
Legenda srl Novara - Assessorato al Turismo

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