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Ambiente

immagine ingrandita Il fiume Ticino (apre in nuova finestra) Dal Lago Maggiore alla provincia di Pavia il Ticino attraversa paesaggi ed ambienti molto diversi tra loro: dapprima l'anfiteatro morenico che accerchia a sud il Lago Maggiore, quindi la pianura divagante.
Il primo tratto del fiume è incassato fra colline ricoperte da boschi di pino silvestre, querce e betulle; il corso è ben definito.
Segue un tratto ove la valle si allarga, delimitata da terrazzi che il fiume stesso, nei millenni passati, ha modellato con il suo corso; compaiono qui le prime lanche, alimentate da acque sfuggite al corso del fiume o affioranti in corrispondenza della linea delle risorgive.
L'ultimo tratto è decisamente più vago. Il greto è molto ampio, l'asta del fiume si frammenta in rami che delimitano distese di ciottoli e sabbia e che a volte si impaludano in avvallamenti laterali.


Fauna

immagine ingrandita Lontra che nuota nel Ticino (apre in nuova finestra) È caratterizzata da numerose specie distribuite nei vari ambienti.
Gli elementi più rappresentativi sono:
Tra i mammiferi il coniglio selvatico, la lepre comune, la volpe, il riccio.
Tra gli uccelli il germano reale, l'airone cenerino, la gallinella d'acqua, il fagiano comune.
Tra i pesci la trota, il cavedano, il luccio e l'alborella.
Da ricordare tra le attività di gestione faunistica il progetto di reintroduzione della lontra, specie un tempo piuttosto diffusa.


Strutture e attività

immagine ingrandita Coppia di Martin Pescatore (apre in nuova finestra) È disponibile materiale didattico comprendente una serie di audiovisivi sugli aspetti storici, faunistici, botanici, ambientali del Parco.
Annualmente vengono organizzate conferenze, giornate di studio, corsi di aggiornamento, mostre, concorsi, programmi di collaborazione con le scuole. Numerose sono le attività scientifiche e le collaborazioni con enti diversi: il CNR per la rilevazione e lo studio delle piogge acide e per lo studio delle acque, con gruppi di studio per ricerche botaniche e con le università per studi geologici, archeologici, fitopatologici, idrogeologici.
Sono stati inoltre realizzati un centro di inanellamento per lo studio delle migrazioni, un laboratorio di analisi e controllo della qualità delle acque ed il progetto di studio per la reintroduzione della lontra.
Nell'ambito dell'attività agricola e forestale si effettuano la riqualificazione e la manutenzione dei boschi gestiti in comodato; l'esame delle richieste di tagli boschivi, il servizio antincendio, sperimentazioni botaniche, censimenti agricoli, la lotta biologica e la manutenzione dei aree per la fruizione.


Strutture e attività

immagine ingrandita Fiume Ticino - Diga Pamperduto (apre in nuova finestra) È sempre possibile visitare liberamente il Parco.
Sono stati predisposti degli itinerari tematici segnalati sul territorio.
Scuole ed associazioni possono prenotare visite guidate a pagamento con guardaparco e accompagnatori che hanno frequentato un apposito corso di formazione professionale.


Strutture e attività

immagine ingrandita Il Fiume Azzurro (apre in nuova finestra) I visitatori possono accedere al Parco, a condizione di rispettare le norme di fruizione da esso stabilite.
Queste non sono divieti arbitrariamente imposti, ma regole di comportamento dettate dalla consapevolezza delle conseguenze che i comportamenti umani possono avere sull'equilibrio naturale.
Prima regola che vige su tutto il territorio è il divieto assoluto di caccia. Oltre alla caccia in sé, sono vietate la raccolta di insetti, anfibi, molluschi e crostacei; la caccia fotografica è vietata nelle aree di riserva naturale speciale, salvo autorizzazione del Parco, e deve avvenire senza arrecare danni alla fauna nel periodo riproduttivo.
Altre norme che anche il fruitore del Parco deve conoscere sono:

  • divieto di danneggiare alberi;
  • divieto assoluto di accendere fuochi;
  • divieto di introdurre cani al dì fuori dai tracciati viari e obbligo dell'uso del guinzaglio;
  • divieto di pesca nelle zone di protezione e riproduzione individuate con apposita segnaletica;
  • divieto di raccolta delle 200 specie di fiori soggette a protezione assoluta, mentre per le altre specie è consentita la raccolta massima di 5 esemplari;
  • divieto di danneggiamento della vegetazione palustre;
  • divieto di calpestare prati e coltivi;
  • limite di raccolta dei frutti selvatici: mezzo Kg. al giorno per persona di fragole, more e altri frutti; 15 funghi per persona, ad esclusione dei funghi Chiodini per i quali non esiste limite di raccolta;
  • divieto di disseminare rifiuti.

Il tracciato della pista ciclabile

immagine ingrandita Pista Ciclabile - Cicloturista (apre in nuova finestra) Il tracciato della pista ciclabile, quando tutto il progetto sarà realizzato, si svilupperà su una lunghezza complessiva di 63 Km. in direzione generalmente parallela al fiume, da nord-ovest a sud-est, attraverso il territorio di tutti i Comuni del Parco Piemontese da Castelletto Ticino a Cerano. Esso è stato predisposto utilizzando per la maggior parte strade sterrate già esistenti, eventualmente migliorate e riparate con materiali a ridotto impatto ambientale.
Ove possibile si è mantenuto il suolo naturale in terra battuta, altrove si è provveduta una copertura con manto rigido in "Spalmobit", un materiale che ha l'aspetto di un ghiaietto compresso, per evitare la formazione di buche e pozzanghere riducendo anche il deposito di polvere sulla vegetazione.
A parte alcuni tratti dove il tracciato della ciclabile coincide con quello di strade asfaltate o comunque di passaggio, l'itinerario ciclabile è chiuso al traffico di veicoli a motore, con la sola eccezione dei mezzi agricoli e di pronto intervento o sorveglianza.
L'itinerario ciclabile è suddiviso in sette tappe, di lunghezza variabile: ciascuna di esse inizia e finisce in un punto facilmente accessibile in auto e nei cui pressi vi è possibilità di parcheggio. Chiunque è libero di organizzarsi, nel rispetto delle norme di fruizione, per predisporre il trasporto delle biciclette fino al punto d'inizio dell'itinerario, ed il recupero alla fine.



Tratto da:
Carta del Territorio (percorsi cicloturistici) - Parco Naturale Valle del Ticino
Noana Editrice

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